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| Regia di Daniele Abbado con Giovanna Bozzolo Prodotto da Teatri 90 Venue Piscina Cozzi di Milano, 2002 |
La campionessa di nuoto che attraversa la sua breve vita perdendo bellezza, talento e ragione in una assurda discesa nel vuoto, è il bel ritratto, angoscioso, di tante ragazze di oggi bruciate dagli stessi doni che hanno ricevuto: a 19 anni la nuotatrice ha già vinto una medaglia d’oro e a 23 si è persa. Altre ragazze, nello stesso tempo volato via frettolosamente, conoscono il trionfo della loro fragile grazia e da un giorno all’altro la crudeltà dell’ombra, in un mercato dell’immagine e della carne che vive di record sempre più alti, di ragazze sempre più belle e mai abbastanza giovani, e dove le offerte si fanno sempre più laide e desolate. La verità odiosa è che alla fine tette e culo, come dice Bill Broady, contano più del talento, della fatica, dell’impegno. Ma di culo e tette ce ne è anche troppi, intercambiabili, e valgono niente. Come vale niente per il mondo la magnifica giovinetta che lottava come una commovente farfalla nell’acqua per diventare campione, e che poi la vita ha risucchiato sul fondo melmoso della degradazione e della disperazione. Natalia Aspesi |
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Liberamente ispirato a La Nuotatrice di Bill Broady |
LA NUOTATRICE Una bambina di cinque anni decide di passare la vita in piscina, per rispondere a un profondo istinto amniotico, per seguire un oscuro destino, o semplicemente per cercare se stessa a dispetto di un padre distratto e di una madre alcolizzata. La bambina cresce, conquista campionati e medaglie olimpiche, quasi più per impulso del corpo che per voglia di vincere. A sedici anni il coach abusa di lei, a diciannove è un’atleta finita, pronta per una strana carriera di modella, sempre più equivoca, sempre più vicina all’autodistruzione. Poi un giorno crolla davvero, finisce in un manicomio, e in preda alle visioni muore in totale solitudine.
Renato Palazzi
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