PSYCHOSIS 4:48 non è un testamento, né un diario privato, è un testo pensato e scritto per il teatro, con una struttura perfetta e rigidissima.
Lo scoppio del personaggio protagonista è nella relazione col mondo, nella inadeguatezza del proprio sentire e dei propri sentimenti, non c’è adeguamento possibile se non nella rinuncia del pensiero e dell’essere. La non rinuncia conduce a questa devastazione interiore.
C'è in Psychosis una domanda sulla vita, sul suo senso e sulla propria collocazione nel mondo che assume dimensione tragica. E' un corpo a corpo con i propri demoni, Psychosis parla a tutti noi, da voce alla insofferenza di vivere che si affaccia prima o poi alla nostra coscienza. Queste le ragioni della grande eco suscitata da questo testo, le cui ragioni e la cui potenza travalicano l'autobiografia del suicidio reale dell'autrice.
Lasciandosi cullare dal ritmo e dai suoni di un verso che la Kane ha reso così musicale, ci si rende conto di come fino all'ultimo l'autrice resti aggrappata alla sua poesia per sfuggire alla morte; tuttavia, nell'alternarsi di agghiaccianti visioni poetiche e silenzi profondi sembra di vedere e sentire delle gocce di esistenza abbandonare inesorabilmente un corpo. |
Regia di Daniele Abbado
con Giovanna Bozzolo
Prodotto da CRT Artificio Milano
Venue Teatro Franco Parenti, 2003 Teatro Eliseo, Roma 2005 |
Nella Kane vi è quel clima tipico della tragedia classica.
Ed è proprio quello che mi aveva colpito di questo testo contemporaneo, dopo cinque anni passati lavorando sui tragici greci. Nella scrittura di Sarah Kane si avverte un “pensare alto”: non autobiografia di una sofferenza ma riflessione sulla difficoltà dell'esistere. Il suo testo è una grande tragedia esistenziale, che non si consuma mai: è pieno di rimandi, di dettagli, connessioni, trappole.
Questa struttura a spirale, circolare, che mi sembrava di non poter possedere – difficilmente rappresentabile pensando alla percezione classica di inizio, centro e fine – apparentemente mancante di una progressione, in realtà ha un struttura interna rigorosi.
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PSYCHOSIS 4:48 di Sarah Kane
IMAGES, GALLERY
spiacevole
inaccettabile
impenetrabile
irrilevante
irriverente
irreligiosa
incorreggibile
antipatica
spostata
incorporea
scomposta
irrazionale
irriducibile
incorreggibile
irriconoscibile
deragliata
squilibrata
deforme
senza forma |
PHOTO Tilde De Tullio
PSYCHOSIS 4:48 di Sarah Kane
Quel magma di dolore, disagio e voglia di vivere mi riguardava. Ho amato subito la scrittura della Kane: densa, asciutta, piena di ritmo. Dipinge la parola nella pagina.
E poi quegli spazi bianchi, il tempo del pensiero fra una cosa detta e l’altra. Uno scarto non consequenziale. Ho lavorato mesi solo per decifrare il pensiero sotterraneo, per colmare quei bianchi. La chiave per me più importante per penetrare nei contenuti del testo è stata: “Questo non è un mondo in cui ho voglia di vivere.” Questa affermazione fa di Psychosis un atto di denuncia: non una deriva introspettiva né un racconto autoreferenziale. Esplicita il senso di inadeguatezza di molti di noi nei confronti della realtà.
Quel magma di dolore, disagio e voglia di vivere mi riguardava. Ho amato subito la scrittura della Kane: densa, asciutta, piena di ritmo. Dipinge la parola nella pagina.
E poi quegli spazi bianchi, il tempo del pensiero fra una cosa detta e l’altra. Uno scarto non consequenziale.
Ho lavorato mesi solo per decifrare il pensiero sotterraneo, per colmare quei bianchi.
La chiave per me più importante per penetrare nei contenuti del testo è stata: “Questo non è un mondo in cui ho voglia di vivere.” Questa affermazione fa di Psychosis un atto di denuncia: non una deriva introspettiva né un racconto autoreferenziale.
Esplicita il senso di inadeguatezza di molti di noi nei confronti della realtà. |
Traduzione di Barbara Nativi
con Giovanna Bozzolo
regia di Daniele Abbado
scene e luci di Gianni Carluccioi
suono di Hubert Westkemperi
collaborazioni artistiche Alessandra Sini Francesco Lupi Timini e StalkerVideo Colomba Leddi
Prodotto da CRT Artificio Milano |
non voglio non voglio non voglio
non mi guardare
per realizzare traguardi e ambizioni
per difendermi
per difendere il mio spazio
per affermare il mio io
per avere attenzioni
per essere guardata e ascoltata
per eccitare, stupire,affascinare, scioccare, incuriosire,divertire, intrattenere o sedurre
per sfidare le convenzioni
per evitare il dolore
per evitare la vergogna
per mantenere il rispetto di me stessa
per reprimere la paura
per superare la debolezza
per essere accettata
per essere perdonata
per essere amata
per essere libera
Spero che tu non capisca mai
Perché mi piaci
Mi piaci Mi piaci
Corpo e anima non possono essere veramente uniti
Ogni complimento mi ruba un pezzo di anima
Vedo solo neve
e nera disperazione
mente
distesa
la cattura
il rapimento la rottura di un’anima
Parla Parla Parla
Posso riempire uno spazio
posso riempire il mio tempo
ma niente può riempire il vuoto del mio cuore
Ingrassata
Arenata
Scaraventata lontano
il mio corpo scompensa
il mio corpo vola in pezzi
Mi guardano mi giudicano...
perché tutti sorridono e mi guardano… |
La polvere dei miei pensieri
Il mio pensiero si allontana con un sorriso omicida
Credi sia possibile che una persona nasca nel corpo sbagliato?
(Silenzio)
Credi sia possibile che una persona nasca nell’era sbagliata?
Non riesco a prendere decisioni
Non riesco a mangiare
Non riesco a dormire
Non riesco a pensare
Non riesco a scrivere
Non riesco ad amare
Sono stanca e insoddisfatta di tutto
Sono un fallimento completo come persona
Sono colpevole
Vorrei uccidermi
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